La Corte di Cassazione si è occupata dell’ammissibilità del diritto alla detrazione IVA per le operazioni intracomunitarie, nei casi di mancato adempimento di obblighi formali da parte di soggetti passivi italiani. Sono state affrontate questioni già oggetto di precedenti interventi della giurisprudenza, nazionale nonché europea, valorizzandosi il principio di neutralità che impone il riconoscimento della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, laddove gli obblighi sostanziali siano stati soddisfatti, anche se taluni obblighi formali risultino omessi dai soggetti passivi. La sentenza, dunque, si innesta nell’evoluzione promossa dalla Corte di Giustizia che ha ripetutamente interpretato detto principio di neutralità in senso sostanziale. In tale ottica la sentenza afferma, condivisibilmente, il principio secondo cui il soggetto cessionario o committente, che riceve regolari fatture da altro soggetto non residente, è tenuto al pagamento dell’imposta e non può vedersi negato dall’Amministrazione il diritto alla detrazione dell’imposta, nel caso non abbia provveduto all’annotazione di tali fatture sui registri IVA degli acquisti e delle vendite, in quanto ciò non costituisce una violazione sostanziale, sempre che l’Amministrazione sia in possesso di tutta la documentazione che attesti la sussistenza dei requisiti sostanziali dell’operazione.
The Supreme Court dealt with the matter of the eligibility of the right to deduct VAT for intra-Community transactions, in cases of non-compliance with formal requirements by Italian taxable persons. Several issues, already faced by national and European case law, allow to enhance the principle of neutrality, which requires the recognition of the right to deduct VAT, provided substantive obligations have been satisfied, and regardless some formal requirements were omitted by taxpayers. Accordingly, the decision is aligned with the CJEU’s streamlined case law, which has repeatedly interpreted the principle of tax neutrality in a substantive manner. In this view, the decision affirms, in a shareable way, the principle that the recipient of goods or services, which receives regular invoices issued by a non-resident taxable person, is liable to pay VAT and, consequently, Tax Authorities cannot deny the right of deduction, in case the recipient has not recorded such invoices into VAT registers on purchases and sales: this omission, in fact, does not constitute a substantive infringement, provided that the Tax Authorities hold all the documents showing that the transaction effectively took place.
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